La sezione CAI di Brunico da diversi anni ha un gruppo che si occupa di monitorare i ghiacciai della Valle Aurina.

Il gruppo, che fa parte del Servizio Glaciologico del CAI alto Adige, provvede ad effettuare le misurazioni dei ghiacciai, inviando i dati raccolti al CAI Alto Adige che li manda a sua volta alla Provincia Autonoma di Bolzano e al Prof. Franco Secchieri.

La composizione del gruppo glaciologico sezionale, nominata dal direttivo in data 24.03.2017, è la seguente:

Responsabile:

MATTIATO Marco 

Componenti:

COVI Stefano, MORESCHI Gianni, PEROTTI Giuseppe, ZAMBELLI Osvaldo

Per contattare il gruppo: marcoposta21@gmail.com


Nei mesi di agosto e settembre 2018 il gruppo ha effettuato le misurazioni dei ghiacciai di propria competenza. Pubblichiamo alcune immagini attuali e, la pagina dell’Alto Adige del 28.11.2018 con i risultati delle misurazioni svolte dai vari gruppi facenti capo al Servizio Glaciologico del CAI Alto Adige.

Il Gruppo Glaciologico in visita al MUSE di Trento

Su suggerimento del geologo Franco Secchieri ed invito del Responsabile Pietro Bruschi, 16 glaciologi del Gruppo Glaciologico del CAI Alto Adige, di cui ben 4 della sezione CAI di Brunico, si sono dati appuntamento sabato 16 febbraio 2019 al Museo delle Scienze di Trento (MUSE) con lo scopo di trascorrere una piacevole giornata in compagnia alla scoperta di questa interessante realtà.Già verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso si sentiva la necessità di rinnovare e dotare di spazi espositivi più ampi l’ormai datato e angusto Museo Tridentino delle Scienze situato nel centro della città di Trento.Individuata una vasta area dismessa ormai da anni nella zona di Trento Sud, il nuovo piano culturale si traduce in un progetto architettonico affidato alla firma di Renzo Piano che da vita al nuovo quartiere “Le Albere” con palazzine per negozi, uffici ed abitazioni e dove, nel luglio del 2013, apre al pubblico la nuova sede del Museo, il MUSE appunto, vero fulcro e centro vitale di tutta la zona.L’area espositiva è distribuita su cinque piani di un edificio autonomo al 70% dal punto di vista energetico dotato di pannelli fotovoltaici, sonde geotermiche, raccolta delle acque piovane e la cui forma esterna ricorda quella delle montagne e anche la distribuzione degli argomenti segue questa logica.Nella visita si parte infatti dal piano più alto in cui sono rappresentate le cime delle montagne con i loro ghiacciai e la loro storia, gli organismi viventi che le popolano, il clima, l’esplorazione e la ricerca alle alte quote.Scendendo man mano dalla “montagna”, ovvero scendendo ai piani inferiori, si affrontano argomenti che trattano l’Esplorazione dei boschi, la Biodiversità alpina, il Cambiare del clima, la Geologia delle Dolomiti, la Preistoria alpina, le Risorse del sottosuolo.Oltre alle classiche esposizioni di rocce, animali imbalsamati, piante, fotografie e pannelli descrittivi, molto è dato grazie alla interattività con pannelli touch screen o sistemi che, in modo semplice e con esempi pratici, forniscono le informazioni in modo chiaro ed immediato.Se poi si necessità di ulteriori informazioni o chiarimenti ci si può sempre rivolgere ai ragazzi dello staff di ogni piano che gratuitamente e con notevole preparazione ed entusiasmo sono pronti a rispondere a qualsiasi domanda.Un’altra particolarità del MUSE è la presenza di varie aree in cui è possibile, con la supervisione della guida, partecipare direttamente a vari esperimenti o prove pratiche in vari ambiti.Al termine della visita, durata dalle 10 alle 14, tutti i partecipanti ne sono usciti soddisfatti ed arricchiti e, se non fosse stato per lo stomaco vuoto che iniziava a protestare, avremmo sicuramente proseguito anche nel pomeriggio.Un sincero ringraziamento per la piacevole ed interessante giornata va agli organizzatori, Pietro Bruschi e Franco Secchieri, alla guida Cristian ed a tutto lo staff del MUSE che con competenza e professionalità ci hanno accompagnato.Per chi fosse interessato ad una visita (consigliatissima!): www.muse.it. [Marco Mattiato]

La difficile situazione dei ghiacciai alpini 

Pubblichiamo la pagina dell’Alto Adige del 28.11.2018 con l’esito della campagna glaciologica 2018 svolta dal Servicio Glaciologico del CAI Alto Adige, con cui da anni collabora anche il nostro gruppo sezionale coordinato dal consigliere Marco Mattiato. L’esito delle rilevazione rileva anche per quest’anno, purtroppo, un sensibile calo dei nostri ghiacciai.

 

 Il ghiacciaio Vedretta di Predoi visto dal rif. Tridentina (20-08-2018)

 Il ghiacciaio Vedretta di Lana visto dal rif. Tridentina (20-08-2018)

Il ghiacciaio del Pizzo Rosso visto dal rif. Giogo Lungo (21-08-2018)

 


Bidecalogo del CAI