La TUTELA dell’AMBIENTE MONTANO nel Club Alpino Italiano 
Articolo 1 dello Statuto del Club Alpino Italiano:
Art. 1 – Costituzione e finalità 1. Il Club alpino italiano (C.A.I.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale.
Conoscere, frequentare e preservare le montagne e difenderne l’ambiente sono predicati su cui si fonda l’identità del nostro Sodalizio.
L’ambiente montano costituisce il terreno nel quale si svolge principalmente l’attività del CAI. Pertanto le molteplici attività del Sodalizio devono essere improntate a coerenza per quel che riguarda la tutela dei valori ambientali; da ciò discende l’efficacia e la credibilità di qualunque iniziativa e posizione che il CAI stesso volesse intraprendere in difesa dell’ambiente montano.
Il CAI si assume quindi l’obiettivo di rappresentare l’esempio di come sia possibile avvicinarsi alla montagna e viverne le bellezze senza in alcun modo degradarne il significato.
Dalla «Protezione della Natura Alpina» alla «Tutela dell’Ambiente Montano».
Il convulso sviluppo avvenuto in Italia dopo il 1960 comportò anche in montagna il diffondersi non pianificato e incontrollato di nuove strade, impianti di trasporto a fune e insediamenti turistici, che produssero notevoli impatti ambientali.
Allora, i dirigenti e le sezioni CAI più sensibili ai valori ambientali, avvertirono la necessità che il Sodalizio si attivasse per proteggere e tutelare gli irripetibili ambienti montani che andavano deteriorandosi. Nel 1967 fu quindi istituito un Gruppo di Studio per la Protezione della Natura Alpina (PNA), che nel 1968 viene formalizzato in Commissione Centrale Pro Natura Alpina (CCPNA). Nel 1974 vengono istituite le commissioni regionali PNA (protezione della natura alpina). Nel 1981 si intensificano le pressioni della commissione centrale PNA al Consiglio Centrale per definire le posizioni CAI sull’ambiente. L’Assemblea dei Delegati del 4 ottobre ‘81, approva il Bidecalogo come documento programmatico per la protezione della natura alpina.
Nell’ 85 per maggiori attinenze alle norme statutarie, la Commissione Centrale Pro Natura Alpina è ridenominata in Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano.
Nell’ 87 la legge 349/1986 e il D.M. 20.2.87 all’art.1, riconosce il Club Alpino Italiano come associazione di protezione ambientale.
Nel 1990 viene approvata, al termine del 94­° Congresso Nazionale CAI, la “CHARTA» DI VERONA”, documento che indica i fondamenti e le azioni necessarie per realizzare gli impegni statutari CAI, inerenti la tutela dell’ambiente montano, secondo le enunciazioni di principio del Bidecalogo.
Il 26 maggio 2013 l’Assemblea dei Delegati CAI approva il “Nuovo Bidecalogo” che nei primi 10 punti precisa posizione e impegno del CAI a favore dell’ambiente montano e nei successivi 10 contiene la Politica di auto disciplina del CAI.
Operativamente la TAM del CAI è presente a livello nazionale come CCTAM (Commissione Centrale TAM) e sul territorio con sedici Commissioni regionali e con Gruppi sezionali in altre regioni, inoltre si avvale di mirati Gruppi di lavoro. La Commissione TAM ALTO ADIGE è l’espressione operativa sul territorio della medesima Provincia.
Le Commissioni Territoriali TAM sono i riferimenti locali dell’azione di prevenzione, sensibilizzazione e tutela del Cai. Regione per regione promuovono e diffondono nei vari settori d’attività, la consapevolezza dei problemi e dei valori dell’ambiente e della necessità della sua tutela. Le Commissioni TAM valutano le priorità delle azioni da porre in essere, anche a supporto delle Sezioni, rispetto a eventuali emergenze in presenza di aggressioni al paesaggio alpino e non. Una normativa sull’autodisciplina è importante quanto una decisa presa di posizione sui grandi temi ambientali. Se il CAI non rispetta in casa propria i principi che proclama all’esterno, non può aver voce per farsi ascoltare dalle istituzioni e dalle popolazioni interessate alle tematiche ambientali.
Attualmente sono attivi 8 operatori per la tutela dell’ambiente montano nelle varie sezioni della Provincia di Bolzano.
Il nuovo documento intende essere il punto di riferimento di ogni Socio CAI in tema di tutela ambientale e di comportamenti etici durante le attività in montagna, così proprio come indicato nello Scopo della nostra associazione.
Vincenzo Torti, Presidente Generale CAI ha così espresso le sue considerazioni sul tema:  
“”Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio: con questa riflessione Albert Camus, nei suoi Taccuini, sottolineava come solo la coerenza, espressa da esempi concreti, possa dare viva forza ad un’idea e consentirle di operare un’autentica trasformazione.
Muovendo da tale considerazione, il Nuovo Bidecalogo, approvato dall’Assemblea dei delegati di Torino in occasione del 150° di Fondazione del CAI, contenente linee di indirizzo e di autoregolamentazione in materia di ambiente e tutela del paesaggio, rappresenta la conferma della nostra persistente sfida culturale, sia all’interno, che all’esterno del Sodalizio.
In un Paese che pure eleva a rango costituzionale, all’art. 9, la tutela del paesaggio, la realtà si presenta ben diversa e proiettata verso il rifiuto di qualsiasi limite, a prescindere da quali possano essere le conseguenze dell’agire e dalla constatazione che questo inseguimento esasperato di qualsivoglia appagamento genera solo una perenne insoddisfazione.
Di contro, “è giunto il momento di prestare nuovamente attenzione alla realtà con i limiti che essa impone, i quali a loro volta costituiscono la possibilità di uno sviluppo umano e sociale più sano e fecondo… L’interpretazione corretta del concetto dell’essere umano come signore dell’universo è quella di intenderlo come amministratore responsabile”.
Si tratta di condivisibili riflessione contenute nella “Laudato Si” di Papa Francesco, che vanno di pari passo con le scelte poste alla base del nostro Bidecalogo, orientate nella direzione di un effettivo e corretto sviluppo umano e di una “amministrazione responsabile” dell’ambiente.
Il costante richiamo al senso del limite, inteso, però, come espressione di libertà, nella scelta dei propri comportamenti, rappresenta la grande sfida cui siamo chiamati.
Sobrietà nei comportamenti e attenzione responsabile circa le conseguenze degli stessi, sono la sintesi di questo documento che ben esprime il nostro comune sentire. A ciascuno di noi tocca ora il compito di darvi corretta e coerente attuazione.””
Per chi volesse apprendere i Principi del Bidecalogo in 5’ minuti : https://www.facebook.com/watch/?v=1282614428487920
Per chi volesse iscriversi alle NEWSLETTER della Commissione Centrale TAM: https://www.cai.it/organo_tecnico/commissione-centrale-tutela-ambiente-montano/iscrizione-alla-newsletter-cctam/
Per chi volesse partecipare alle notizie e le discussioni tramite Facebook della Commissione TAM AA: https://www.facebook.com/groups/243636920956571
Per segnalazioni in tema di Tutela Ambientale e/o per contattare la Commissione TAM Alto Adige si può far riferimento ai Soci della Sezione:
  • Marco Agnoli, Operatore Nazionale TAM componente della Commissione TAM AA, cell.  335.768.7497 e-mail: marco.agnoli@tim.it